Patologie neurologiche e attività fisica
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(ultimo aggiornamento: Feb 10, 2025 07:24:12 UTC – DETTAGLI)
Neurologiche patologie spesso hanno implicazioni gravemente disabbattenti sull’individuo, sulla sua qualità di vita ed sulla sua sostenibilità a sostenere le più svariate attività quotidiane. L’attività fisica riveste un ruolo chiave nella gestione di questi disturbi neurologici poiché i benefici psicofisici derivati da essa possono contribuire a migliorare notevolmente la qualità di vita, il funzionamento dei sistemi funzionali e il profilo cognitivo di essi affetti.
In primis, l’attività fisica fornisce dei benefici generici, ad esempio l’assistenza agli attori fisiologici cardiorespiratori, il ritardo della frailità fisiologica, l’aumento della mobilità e la modulazione degli stati infiammatori. Questi effetti indiretti del movimento sui meccanismi patologici che causano le patologie neurologiche sono ben definiti nella ricerca clinica, dove si evidenzia anche la relazione tra la regolarità esercitiva e l’aumento della resistenza alla degenerazione neuronale.
Secondo studi scientifici, l’attività fisica aumenta il rapporto neurogenesi/neuroapoptosi (genesi e distruzione neuronale). Questo si traduce nel mantenimento o nella salvaguardia della massima quantità neuronale della regione di interesse attraverso un attivo apoptosi, vale a dire processo di “morte controllata” delle cellule neuronali non funzionali e dannose che possono contribuire alla progressione di una determinata patologia neurologica. In questa prospettiva, esercitando regolarmente, il rapporto tra numero di neuroni nuovi prodotti e i neuroni usurati che vengono quindi rimossi diviene favorevole, aiutando gli individui colpiti a mantenere o recuperare la massa neuronale e, come conseguenza, migliorare lo stato cognitivo e neuropsichico.
Inoltre, l’attività fisica attiva anche molti processi neuroplastici che risultano essentiali per rallentare la progressione di alcuni disturbi cognitivi dovuti alla degenerazione cerebrale cronica o acuta come la malattia di Parkinson, lo sclerosi multipla o gli ictus. Tale effetto sembra derivare dalla capacità dell’esercizio a stimolare un aumento dello sviluppo delle reti neurali, attraverso la creazione di nuovi legami che possono sostituire quelli inattivi ed inefficaci che a loro volta aggravano ulteriormente l’evoluzione delle condizioni patologiche. Questi legami possono essere stimolati dall’esercizio fisico ad alta intensità e svolgere un ruolo chiave per il mantenimento e ripristino della funzione cognitiva.
Infine, l’esercizio fisico si può anche dimostrare importante per ridurre i segni e gli sintomi di stress dovuti ai disturbi cognitivi nei pazienti con sindromi patologiche associate a deterioramento neuro-psichici. Questi effetti comportano una più alta flessibilità mentale ed una capacità di gestione del stress da parte dei singoli pazienti affetti, promuovendo una maggior capacità di autolavorazione in termini cognitivi.
Pertanto, l’esercizio fisico si mostra fondamentale nella lotta contro diverse patologie neurologiche con effetti globali e in particolare attraverso i diversi meccanismi di intervento. Tra questi principali vengono evidenziati il processo di modulazione genetica/epigenetica, quello di mantenimento ed aumento dell’integrità neuronale, la sua capacità a stimolare molti processi neuroplastici ed in ultima instanza, come già precisato, la riduzione dei segni e sintomi di stress dovuti ai disturbi cognitivi. In sostanza, in base alle caratteristiche di ognuna delle singole patologie neurologiche
CARATTERISTICHE:
RECENSIONE
Nei recenti anni, il campo delle patologie neurologiche ha ricevuto una maggiore attenzione da parte della comunità scientifica e della società in generale. Il libro “Patologie neurologiche e attività fisica” è un compendio accessibile e informativo che fornisce un’ottima panoramica su questo argomento.
Il libro offre una dettagliata esplorazione delle diverse patologie neurologiche, da quelle comuni come la miastenia gravis e la sclerosi multipla, a quelle più rare come la malattia di Parkinson e la malattia di Alzheimer. Oltre a fornire informazioni sui sintomi, la causa e la diagnosi di queste patologie, il libro discute anche sulle strategie di terapia e di gestione delle complicanze.
Una parte importante del libro è dedicata all’attività fisica come strumento terapeutico per le patologie neurologiche. Vengono presentate varie tecniche di riabilitazione e fisioterapia, nonché consigli pratici per l’attività fisica a casa. Inoltre, vengono esaminati gli effetti positivi dell’attività fisica sulle patologie neurologiche, come la migliorazione della funzione motoria, della memoria e del benessere generale.
Il libro è scritto in modo chiaro e comprensibile, rendendolo accessibile anche a un pubblico non specialistico. Grazie alle illustrazioni e alle tabella, è anche facilmente consultabile.
In conclusion, “Patologie neurologiche e attività fisica” è un libro informativo e pratico che fornisce una panoramica completa su questo argomento, offrendo consigli pratici per la gestione delle patologie neurologiche e la promozione dell’attività fisica come strumento terapeutico.

